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Lettera alla mia Figliastra

Mia dolce Little Princess,

Se ti dicessi che fin da piccola ho desiderato diventare una Matrigna con tutto il cuore ti direi una bugia. Del resto nello scenario della mia Favola Perfetta esisteva solo:

  1. Una Principessa da Salvare (possibilmente interpretata dalla sottoscritta)
  2. un Coraggioso Principe Azzurro (accessoriato di cavallo bianco) e…
  3. … un “E Vissero Felici e Contenti” con tanto di uccellini cinguettanti nei titoli di coda.

… Poi un bel giorno il Coraggioso Principe Azzurro ha fatto davvero il suo ingresso (non su un cavallo bianco come avevo immaginato ma su una più ordinaria Golf a dirla tutta). Fu proprio un ingresso trionfale, infatti mi portò anche un dono inaspettato: tra le mani mi porse il suo Passato, che aveva il colore dei tuoi occhi grigio verdi; ed io ho dovuto decidere così, su due piedi, se ero disposta ad accettarlo. Non ti nascondo che in quel momento mi sono sentita un po’ spaesata, perché nella mia personalissima Favola Perfetta non pensavo trovasse spazio una bambina di 4 anni!!

Ma sai, in quel momento mi si è spalancato un mondo nuovo, un intero universo che non avevo mai pensato potesse appartenermi; e poi come si dice (che nei detti c’è sempre nascosta un po’ di verità), a volte le cose più inaspettate sono anche le più belle.

Così ho fatto un bel respiro ed è iniziata questa avventura ed io mi sono trasformata più o meno magicamente in una Matrigna, un nome le cui parole masticate nella bocca possono avere ahimè un retrogusto più amaro che dolce. Ma poi ho scoperto che questo nomignolo un po’ scomodo non era così spiacevole da portare addosso ed allora è nata la nostra grande amicizia.

Sai, la natura ci vorrebbe Antagoniste: del resto ci contendiamo l’amore dello stesso uomo pur non avendo lo stesso sangue che ci scorre nelle vene. Sembra un rapporto contro natura se ti fermi all’apparenza, qualcosa che non potrà mai funzionare, nemmeno nella più remota delle ipotesi. Ma se vai oltre alle apparenze puoi fare di una debolezza la tua più grande forza: e allora è successo che nell’amore per tuo padre abbiamo trovato la nostra prima (ma non ultima!) somiglianza.

Passo dopo passo, noi abbiamo vinto: abbiamo spazzato via le barriere del pregiudizio con una forza molto più potente di quella che avrebbe potuto dividerci.

Forse perché tu hai letto dentro al mio cuore che per me venivi prima di tutto, a volte anche prima di me stessa: perché tu eri e sei una bimba, una bimba che come tutte le bimbe chiede solo di essere amata e protetta.

Mi ricordo i primi periodi passati insieme: ero una Matrigna alle prime armi e come tutte le Matrigne alle prime armi avevo il terrore di poterti ferire in ogni modo, con qualche frase, gesto o modo che potesse essere letto nella maniera sbagliata. Ma questo mi rendeva vigile ad ogni tua attenzione e mi insegnava a conoscerti. Non ti nascondo che avevo il timore ma che dico, avevo il Terrore che tu non mi accettassi. Ripenso spesso a quei giorni che sembrano lontani anni luce ed invece sono alla distanza di un pugno di anni e sorrido adesso che so con certezza quale è il mio posto nel tuo cuore dai disegni colorati che mi porti con orgoglio quando torni da scuola: ogni volta che li osservo una punta di Orgoglio Matrignesco mi si insinua dentro al petto ed io gonfio le piume, come una gallinella innamorata.

Siamo molto fortunate perché la Gelosia in casa nostra non esiste, ci diciamo sempre che rimane fuori dalla nostra porta: perché dentro a queste mura ci amiamo tutti in egual modo, senza nessuna distinzione.

In molti, moltissimi, mi dicevano che tu per me saresti stata solo un peso: che non sarei riuscita ad amarti e che io mi ero ficcata, ancora troppo giovane, in una situazione troppo difficile da gestire. Mi arrabbiavo molto ed affrettavo il passo per allontanarmi da loro e dalle loro maldicenze.

E’ buffo, perché oggi le stesse persone le incontro per la strada della mia città (o di quella che è diventata la mia città), mi sorridono, mi chiamano Principessa Con La Valigia e mi dicono che seguono le nostre avventure. Alcune sottovoce si scusano e mi sussurrano Avevi ragione tu”.

Tutto questo per dirti Grazie: perché se ai Tuoi ma anche ai Miei Occhi non sono una Matrigna (ancora quel nomastro!) ma piuttosto una specialissima Tata come ami chiamarmi, se ho imparato ad amare i bambini (ma non troppo, che se poi faccio complimenti agli altri tu mi sgridi!), se ho scoperto riserve di energia e pazienza in qualche oscuro angolo del mio essere che non credevo di possedere, se sono tornata a volare sulle ali della fantasia ed ho imparato a tornare bambina, lo devo solo a te.

Tu mi hai resa migliore.

La tua Tata (Pur sempre un po’ Matrigna)

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