storie di matrigne

La storia di Miriam & Davide: nella tua vita a piccoli passi

11 ottobre 2011.

Si prospettava un normale giorno di lavoro come tanti altri. 

Ancora non sapevo che quel giorno avrebbe cambiato il corso della mia vita.

In mezzo al chiacchiericcio delle mie colleghe si materializzò all’improvviso un ragazzo bellissimo. Forse il più bello che avesse mai incrociato il mio sguardo. Ebbi un sussulto: per quanto ci provassi con tutta me stessa, non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso.

Si chiamava Davide.

Quando se ne andò poco più tardi, sentii le mie colleghe bisbigliare tra loro:

E’ un cosi bravo ragazzo.. ha solo 24 anni e ne ha passate già cosi tante!”

Sembravano conoscerlo bene ma non ebbi il coraggio di chiedere loro di più , nonostante quell’incontro mi avesse così profondamente colpito.

Rimuginai a lungo quella sera. Il sorriso di Davide mi era entrato dentro con una forza che non riuscivo a comprendere. Mi chiesi anche che cosa poteva mai essere capitato di cosi terribile a quel ragazzo dallo sguardo magnetico. Sapevo bene cosa voleva dire non avere una vita facile: avevo alle spalle una vita fatta di cambiamenti di rotta che mi avevano fatta crescere prima del tempo. Mi domandai se per lui fosse stato lo stesso, addormentandomi con il cuore in tumulto.

Sei strana” mi confessò una mia collega la mattina seguente.

“Sembri assorta e distratta. Ti sarai mica innamorata?”

Mi scappò un sorrisetto. Non avevo idea di come fosse potuto accadere cosi rapidamente ma ormai mi ero decisa: avrei dovuto a tutti i costi conoscere quel ragazzo misterioso ed avrei dovuto farlo il prima possibile.

La fortuna giocò dalla mia parte: Davide passò nuovamente in ufficio pochi giorni dopo e con un pò di coraggio ed un nodo alla gola riuscii ad ottenere il suo numero di telefono.

Era proprio il ragazzo che avevo immaginato che fosse: sensibile e dolce, provato da una vita complicata tanto quanto la mia. Tuttavia, le parole ammonitorie delle mie colleghe continuavano a tornarmi alla mente: aveva anche lui i suoi macigni sul cuore. Prima che potessi innamorarmi sul serio, decisero di raccontarmi tutto quanto.

Soprattutto, che Davide aveva un bambino. Un bambino di soli 3 anni.

Non sapevo bene quale forza misteriosa mi spingesse ostinatamente verso quel ragazzo e quella situazione così complicata, nè come mai con tale caparbietà mi ostinai a farmi avanti. Forse perchè lui era Bello, cosi Bello in tutto e per tutto che niente e nessuno riuscì a fermarmi.

 Chiesi il permesso di entrare nella vita di Davide a piccoli passi.

Trovammo l’uno nell’altro un’ancora a cui aggrapparci e diventammo ben presto indispensabili l’uno per l’altra.

Quando decidi di intraprendere un percorso tortuoso come quello di diventare una Matrigna non è mai semplice procedere a testa alta verso i propri obiettivi: io e Davide abbiamo affrontato sere dense di pianto, ci siamo scontrati contro il cinismo di chi ci ha detto “non funzionerà mai”. Ma non abbiamo mai mollato ed abbiamo continuato a lottare insieme per ciò che ritenevamo giusto: per me e per lui.

E mentre il tempo passava e Davide diventava parte del mio quotidiano,  mi rendevo conto che sarei stata in grado di dare a suo figlio la felicità che meritava.Incontrai il piccolo gradualmente: una gita la domenica, un gelato in settimana niente di più.

Fino a quel gennaio  2012, quando io e Davide decidemmo di andare a vivere insieme.

Ricordo le alzate nel cuore della notte per correre da Davide nel letto matrimoniale solo dopo che il bimbo si era addormentato. E le alzate presto la mattina, quando con gli occhi gonfi di sonno mi trascinavo di nuovo sul divano per lasciare spazio al piccolo accanto a suo padre. Una Matrigna intelligente queste cose le fa senza chiedersi il perchè: impara a mettersi da parte quando è necessario, ad osservare da dietro le quinte un passo alla volta il meraviglioso rapporto che si intesse tra lei ed un bambino che decide di amarla non perchè è sua madre ma perchè la sceglie  tra tutti gli altri di sua iniziativa.

Sembra assurdo quanto amore si possa donare a qualcuno il cui sangue non è il nostro. Eppure l’ho fatto, mettendoci tutto il mio cuore: l’ ho fatto per Davide e suo figlio, perchè sono una Matrigna diversa da quelle che sono dipinte come megere nei libri delle favole.

E’ buffo, nel dizionario non esiste una parola precisa che descriva il mio ruolo.  Ma per suo figlio non ho bisogno di definizioni, perchè nel suo cuore io sono unica.

Ad oggi sono passati 6 anni dal nostro primo incontro. In mezzo ci sono stati tanti ostacoli ma anche tante cose belle. Ripenso a quei giorni e a quanta strada c è ancora da percorrere, ora e sempre. Ma poi guardo negli occhi Davide, mio marito, e stringo tra le braccia suo figlio, quel minuscolo ometto che ho contribuito a far crescere. .

..E mi rendo conto che la vita non sarebbe mai potuta essere più bella di così.

 

 

 

 

 

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